60 cfu insegnamento, Giugno sembra il mese decisivo

Il DPCM per l’acquisizione dei 60 CFU, in ritardo da oltre un anno, è in dirittura di arrivo. L’odissea di un gran numero di docenti precari, che stanno aspettando notizie sul nuovo sistema di abilitazione, sembra finalmente arrivare a una svolta.

I due percorsi previsti dal DPCM

Il nuovo sistema di abilitazione dei docenti prevede il possesso della laurea più i 60 crediti formativi universitari (60 CFU).
Di questi 60 crediti, 10 dovranno essere attinenti all’area pedagogica e altri 20 mediante tirocinio.
Acquisiti i crediti necessari per ottenere una cattedra e diventare docente di ruolo, si dovrà superare un concorso.

I “precari storici” avranno una corsia preferenziale, anche in termini di tempo, per quello che riguarda il conseguimento dell’abilitazione con le nuove regole. Per ottenere l’abilitazione dovranno sostenere un concorso riservato, come previsto dal decreto legge. Tuttavia il superamento del concorso non sarà sufficiente, in quanto dovranno ottenere i crediti richiesti, per superare la prova di abilitazione e passare a docente di ruolo.

Università e abilitazioni docenti

Le Università avranno un ruolo chiave per quello che riguarda l’abilitazione dei docenti, in quanto saranno proprio loro a elargire i crediti formativi.
Per facilitare il loro compito, gli addetti ai lavori hanno pensato di apportare una modifica al conseguimento dei 60 CFU: 30 crediti potranno, infatti, essere conseguiti online.

Nuove Assunzioni imminenti

In termini numerici sono previste 70.000 assunzioni in due anni: metà previste per la selezione riservata ( “precari storici” vedi sopra) e metà per la selezione “aperta” ( laurea + 60 CFU ).

Il DPCM dovrebbe uscire, in termini di tempo entro il mese di giugno, senza ritardare ulteriormente. 

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